إن شاء الله

Non dire mai di nessuna cosa: “Sicuramente domani farò questo”, senza dire: “se Dio vuole”.

(Corano – sura Al-Kahf)

Inshallah è un documentario che racconta la storia di un gruppo di migranti africani ed asiatici fuggiti dalle rivolte della primavera araba tunisina e libica del 2011. Hanno trovato ospitalità a Ferentillo, un piccolo paese umbro fermo nel tempo, caratterizzato dall’imponente presenza di due torri medievali che sembrano osservare silenziosamente i nuovi arrivati. La situazione è gestita dall’associazione ARCI la quale, oltre a fornire ospitalità, cibo e vestiti, organizza corsi e attività ricreative.

Ma il tempo sembra essersi fermato. I migranti sono in attesa dei documenti che garantirebbero loro la possibilità di cercare lavoro, essere indipendenti, avere una vita fuori dalle mura del centro in cui abitano. Questo senso di attesa è vissuto in maniera diametralmente opposta da tre diverse personalità: c’è la speranza di Yonke, giovane Angolano intenzionato a rimanere in Italia; c’è la rassegnazione di Ali, ex calciatore tunisino che vorrebbe tornare nella sua terra; c’è la placida accettazione di Rahin e Asgar, bengalesi che vivevano in Libia ormai da anni e che vogliono cercare lavoro in tutta Europa.

Inshallah è la storia delle vite di giovani migranti, catturate nel momento di sospensione tra una vecchia e una nuova vita.